Scade il 15-01-2019

La cucina romana, caratterizzata dalle popolari ricette come l’abbacchio a scottadito, la coda alla vaccinara, la cucina del quinto quarto insieme a quelle di origine ebraica con arzilla e broccoli, i carciofi alla giudia e le alici con indivia, è però, in maniera quasi “prepotente”, rappresentata dalla pasta. I quattro capisaldi in questione sono: cacio e pepe, amatriciana, carbonara e gricia. In ciascuna preparazione si ricorre all’uso del grasso del guanciale per mescolare il sugo e non dell’olio (tranne per quella “cacio e pepe” in cui è consentita l’acqua)

A proposito dell'autore

Alessio Pietrobattista

Millesimo 1978, vendemmiato a giusta maturazione l'8 di Settembre lì dove il Tevere si divide in due nel cuore di Roma. Finto astemio per colpa del vino del nonno, rotea bicchieri grazie agli amici che gli fanno capire che il gomito alzato non è poi così male. Informatico per lavoro, collabora e ha collaborato con i più importanti siti e guide del settore tra cui il Gambero Rosso e Le migliori 99 maison di Champagne. Ama visceralmente le bollicine francesi, corteggia la Borgogna, si fa sedurre da Bordeaux ma alla fine è sempre devoto a Sangiovese