Scade il 15-03-2019

Piatto dall’agiografia complessa, a torto o ragione considerato il meno nobile tra i capisaldi della tradizione ferrarese, il pasticcio di maccheroni è un ‘ibrido’ prodotto settecentesco strettamente apparentato con la pastelle del Messisbugo, mitologico scalco degli Estensi. Il manufatto, uno scrigno di pastafrolla (dolce o salata) lussuriosamente farcito di maccheroncini corti, ragù bianco, besciamella e funghi, con, nelle versioni più ricche, una grattugiata di tartufo, in sé riassume diversi dualismi, compresa la connotazione religiosa, rafforzata dalla forma ‘a cappello di prete’. Originariamente consumato durante il Carnevale, è stato per anni il gustoso filo rosso che congiungeva la cucina kosher con quella cristiana

A proposito dell'autore

Riccardo Corazza

Riccardo Corazza nasce a Bologna nel 1973. Lavorativamente si divide tra la consulenza aziendale e il giornalismo enogastronomico, complice un lustro trascorso a Praga nella formazione in ambito HORECA per ristoranti e grossi brand internazionali. Ha collaborato con quotidiani, riviste, la Guida ai Sapori e Piaceri de “La Repubblica”, e con le Guide del Gambero Rosso. Ha lavorato in una radio rock e pubblicato 5 libri che con la ristorazione non c’entrano niente, in osservanza del vecchio adagio che è sempre opportuno confondere un po’ le acque